PCT

La data sul calendario è di quelle da segnare in rosso: trattasi del 30 giugno 2014 momento a decorrere dal quale sarà effettivo in Italia il processo civile telematico (altresì noto come PCT). Non mancano, in anticipo sul termine, situazioni

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e casi di concreto interesse quale quello recentemente affrontato dal Tribunale di Milano con la sentenza n. 3115 del 3 marzo 2014 con la quale è stato necessario decidere la questione relativa al termine di deposito telematico di memorie.
La questione è stata posta in un giudizio di divorzio nel quale il deposito telematico di una comparsa conclusionale è stato effettuato dopo le ore 14:00 orario che, in base alle regole tecniche poste con D.M. n. 44/2011 (ovvero il “Regolamento concernente le regole tecniche per l’adozione nel processo civile e nel processo penale, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione“), sarebbe da considerarsi eseguito nel giorno feriale successivo. L’eccezione sollevata, basata sull’affermata tardività del deposito con pregiudizio per l’efficacia delle attività compiute oltre detto termine, costituisce banco di prova di una probabile e futura contestazione relativa alle preclusioni processuali nell’ambito del PCT.
La sentenza in esame nel valutare il “quando” si perfezioni per l’avvocato il deposito telematico dell’atto e/o del documento nel processo, mette a confronto l’art. 13 commi 2 e 3 del DM 44/2011 e l’art. 16 bis della legge n. 228/2012 (legge di conversione del d.l. n. 179/2012 recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”). Sul punto si evidenzia:
  • l’art. 13 commi 2 e 3 prevede testualmente che “I documenti informatici di cui al comma 1 si intendono ricevuti dal dominio giustizia nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia. Nel caso previsto dal comma 2 la ricevuta di avvenuta consegna attesta, altresì, l’avvenuto deposito dell’atto o del documento presso l’ufficio giudiziario competente. Quando la ricevuta e’ rilasciata dopo le ore 14 il deposito si considera effettuato il giorno feriale immediatamente successivo”;
  •  l’art. 16bis, comma 7, della legge n. 228/2012 stabilisce che “Il deposito di cui ai commi da 1 a 4 si ha per avvenuto al momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del ministero della giustizia”.

Le due disposizioni paiono di identico contenuto, tuttavia la rilevante differenza si rinviene nella (non da poco) mancanza di un limite orario nell’art. 16bis. La contraddizione sistemica è stata risolta dal Tribunale riconoscendo prevalenza alla più recente normativa e, per l’effetto, fissando il perfezionamento del deposito non al momento dell’invio della PEC con gli atti da depositare (e quindi con le ricevute di accettazione e di consegna), bensì quando viene generata la RAC dal gestore del ministero della giustizia, indipendentemente dall’ora di invio della PEC.

Alla base di tale decisione i seguenti principi seguiti dal Tribunale:

a) la norma di legge primaria (art. 16-bis l. 221/2012) nulla prevede in merito all’ora di deposito/invio a mezzo PEC;

b) la fonte di rango primario (ovvero la legge) non può essere derogata da una norma di rango inferiore (ovvero il dm 21 febbraio 2011 n. 44).

Con la statuizione in esame si è riaffermato, in definitiva, che la disciplina degli aspetti processuali devono essere normati solo dal codice di rito, o da altre disposizioni di pari rango, con esclusione – di fatto – per la norma tecnica regolamentare. Pare, tuttavia, evidente che diversi punti del PCT debbano essere meglio disciplinati e chiariti e che tale compito non può certo spettare a un legislatore tecnico di rango secondario. Il momento è storico, ma altresì delicato: in gioco vi è l’auspicata accelerazione nella gestione dei processi, ma ciò non può pregiudicare i consolidati principi giuridici sostanziali e di rito chiaramente codificati.