Pagamento elettronico

L’art. 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82), sin dal testo originale, prevedeva che le Pubbliche Amministrazioni centrali consentissero ai cittadini di effettuare i pagamenti loro spettanti anche con l’uso delle tecnologie dell’informazione e

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della comunicazione.

Successivamente l’accettazione di pagamenti elettronici è stata estesa a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori di pubblici servizi, con obbligo di pubblicare sui siti istituzionali e sulle richieste di pagamento i codici IBAN e le causali di versamento che consentano di effettuare pagamenti elettronici tramite bonifico (art. 6 ter del Decreto Semplificazioni – D.L. 9 febbraio 2012, n. 5).

Da ultimo l’utilizzo di forme di incasso e pagamento elettronico è stato indicato anche dal Decreto Crescita 2.0 (D.L. 18 ottobre 2012, n. 179) come strumento utile per il conseguimento degli obiettivi di “razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica“.

Per dare attuazione a tali norme, l’Agenzia per l’Italia Digitale, sentita la Banca d’Italia, ha emanato le “Linee guida per l’effettuazione dei pagamenti elettronici”.

Devono attrezzarsi per accettare pagamenti elettronici tutte le pubbliche amministrazioni, nonché le società interamente partecipate da enti pubblici o con prevalente capitale pubblico inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione.
Per effettuare i pagamenti elettronici possono essere utilizzati:
a) il bonifico bancario o postale ovvero il bollettino postale;
b) versamenti effettuati con «carte di debito, di credito, prepagate ovvero di altri strumenti di pagamento elettronico disponibili, che consentano anche l’addebito in conto corrente»; possono essere effettuati presso ATM o POS (fisici o virtuali) messi a disposizione dai prestatori di servizi di pagamento ovvero essere eseguiti autorizzando addebiti diretti da parte dell’utilizzatore finale.

Per consentire l’utilizzo dei sistemi di pagamento a distanza, gli enti creditori sono tenuti a rendere disponibili all’utilizzatore finale sui propri siti web e sugli avvisi di pagamento le seguenti informazioni minime:
a) denominazione dell’ente creditore;
b) identificativo dell’obbligato;
c) importo del pagamento dovuto;
d) identificativo univoco di versamento (IUV) e causale del versamento;
e) identificativo del conto di pagamento sul quale versare le somme dovute (IBAN o conto corrente postale);
f) scadenza (se prevista).

Possono essere escluse dalla previsione di pagamento tramite IBAN le operazioni per le quali la verifica del buon fine del pagamento dev’essere contestuale all’erogazione del servizio; in tali ipotesi restano utilizzabili le altre modalità di pagamento elettronico.