Cyberbullismo

Lo scorso 8 gennaio 2014 è stata approvata, nel corso della riunione tecnica dedicata a combattere il cyberbullismo, la prima bozza del Codice di Autoregolamentazione per la prevenzione e il contrasto del fenomeno oramai tristemente noto e divenuto

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allarme sociale. Tale intervento è stato ritenuto necessario anche a seguito dei gravi fatti di cronaca che hanno visto alcuni giovanissimi arrivare a gesti estremi dopo essere stati oggetto di insulti e diffamazioni a mezzo Internet.
Il tavolo di lavoro ha riunito rappresentanti delle Istituzioni (Mise, Agcom, Polizia postale e delle comunicazioni, Autorità per la privacy e Garante per l’infanzia), delle Associazioni di categoria (Confindustria digitale, Assoprovider ecc.) e degli operatori di settore (Google, Microsoft ecc.) con l’intento di affrontare il fenomeno del cyberbullismo promuovendo tra le nuove generazioni un uso positivo della Rete, quale strumento funzionale alla crescita e all’arricchimento di bambini e adolescenti, oltre che la conoscenza dei meccanismi di sicurezza e degli strumenti di tutela predisposti dagli stessi operatori del settore.
Attualmente il Codice è online, per 45 giorni a partire dall’8 gennaio scorso, a consultazione pubblica sul sito del Ministero per ottenere ulteriori suggerimenti rafforzativi direttamente dagli utenti del web (che potranno essere inviati all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . entro il prossimo 24 febbraio 2014).
Nella sostanza il Codice di autoregolamentazione prevede che gli operatori della Rete, e in particolare coloro che operano nei servizi di social networking, si impegnino ad attivare appositi meccanismi di segnalazione di episodi di cyberbullismo, al fine di prevenire e contrastare il proliferare del fenomeno.
I meccanismi e i sistemi di segnalazione dovranno essere:

a) adeguatamente visibili all’interno della pagina visualizzata;

b) semplici e diretti, in modo da consentire anche a bambini e adolescenti l’immediata segnalazione di situazioni a rischio e di pericolo.

A tale sistema di segnalazione fa da contraltare un efficiente meccanismo di risposta, ovvero la rimozione dei contenuti lesivi per la vittima del cyberbullismo entro le 2 ore dall’avvenuta segnalazione.
Gli operatori hanno, infatti, convenuto che l’efficacia di questi meccanismi di segnalazione e di risposta è l’unico strumento possibile di controllo del fenomeno, per evitare che le azioni di bullismo siano ripetute nel tempo, amplificando così gli effetti che la condotta del cyberbullo ha in Rete sulla vittima (cd. effetto virale).
A completamento del sistema di tutela è previsto che, nel rispetto della normativa sulla riservatezza dei dati personali, gli operatori che forniscono servizi di social networking, i fornitori di servizi on line, di contenuti, di piattaforme User Generated Content e social network che aderiscono al Codice possano adottare strumenti utili a consentire alle Autorità competenti di risalire all’identità del denigratore.
Indubbiamente l’intervento è lodevole, considerato sia il tema trattato, sia la tipologia di strumento adottato (si tratta del primo caso di autoregolamentazione nel settore), tuttavia pare che molta strada debba ancora percorrersi per eliminare alla radice il fenomeno del cyberbullismo che, dalle ultime statistiche, pare colpire il 40% dei giovani italiani.
La palla, ora e sino al 24 febbraio, passa nelle mani (e nelle tastiere) dei cittadini: a noi la parola!